Prestiti personali

DESCRIZIONE
I prestiti personali sono una forma di finanziamento molto conosciuta e largamente diffu-sa. Si chiamano in questo modo perché non viene precisato la finalità per cui viene chie-sto il finanziamento, né la motivazione. A volte, comunque, si possono presentare delle eccezioni alla regola: gli Istituti finanziari potrebbero chiedere al cliente di fornire un preventivo della spesa (venendo a conoscenza di come intende spendere l’importo) e chiedendo una controfirma da parte del negoziante che venderà il bene o il servizio, seb-bene questo non implicherà nessun tipo di collaborazione tra venditore e finanziatore.
Gli importi finanziabili massimi sono fissati solitamente ad importi non superiori ai 30.000 euro.
Per poter richiedere prestiti personali, il richiedente deve avere tra i 18 e i 72 anni, dev’essere o un lavoratore autonomo, o un pensionato o un dipendente ed avere un’anzianità lavorativa minima (24 mesi per gli autonomi e 6 mesi per i dipendenti).

CONTRATTI
È opportuno analizzare a fondo il contratto prima di firmarlo, verificando innanzitutto se comprende le spese assicurative e se queste coprono un eventuale rischio d’insolvenza dei pagamenti. Dopodichè si prendono in considerazione le spese necessarie per la valu-tazione e la fattibilità (le cosiddette spese d’istruttoria): incluse nelle rate, non richiedono spese anticipate. Successivamente entra in gioco il TAN (Tasso d’interesse Annuo Nomi-nale, espresso in percentuale), applicato sull’importo totale del prestito. Si usa per stabili-re esattamente l’importo dì interesse che il richiedente dovrà versare al finanziatore. Que-sto viene poi sommato alla somma di denaro richiesta, rappresentando la rata di rimborso che il debitore dovrà sostenere. Dopo bisogna esaminare Il TAEG. (Tasso Annuo Effetti-vo Globale, espresso in termini percentuali con due cifre decimali) in cui confluiscono tutte le spese accessorie non presenti nel TAN (apertura della pratica, spese d’incasso del-le rate, costi di intermediazione, assicurazione sul finanziamento, interessi sul finanzia-mento). La normativa italiana consente in determinati casi di escludere o includenre nel calcolo del TAEG alcune voci: le spese assicurative ad esempio, se facoltative, possono essere escluse dal calcolo.
Nei contratti dei prestiti personali devono essere infine contenuti:
* il tasso di interesse praticato
* ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi i maggiori oneri in caso di mora
* l’ammontare e le modalità del finanziamento
* il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate
* le eventuali garanzie richieste

PARTICOLARITA’
Nei presiti personali non è contemplata la presenza di un dealer (una terza persona che funga da garante): il richiedente e l’Istituto finanziatore  sono gli unici soggetti interessa-ti. Se la richiesta di finanziamento viene accettata, quindi, il denaro verrà consegnato di-rettamente nelle mani del consumatore. Ciò implica un grande rischio per il creditore per-ché non c’é nessuna persona, bene o servizio che possa fungere da garante per l’eventuale insolvenza del debitore. In più, non sono applicabili il diritto di pegno o ipoteca su beni di proprietà del richiedente.

COMPORTAMENTO DEGLI ISTITUTI FINANZIATORI
Per limitare la possibilità dell’insolvenza gli Istituti finanziatori possono sottoporre al ri-chiedente un contratto che prevede la cambializzazione delle rate, oppure fanno ricorso ad una singola cambiale che possa garantire la restituzione di una parte o dell’intero am-montare erogato.
Un altro metodo che può venire seguito è la richiesta di un coobbligato (o di un terzo fi-deiussore) che svolga la funzione di garante. È un metodo molto diffuso soprattutto per fronteggiare condizioni particolari quali un’anzianità lavorativa appena sufficiente oppure un ammontare particolarmente elevato del prestito.
Sta al singolo Istituto decidere che tipo di scelta effettuare per avere una maggiore sicu-rezza nei confronti del debitore, molto spesso varia in base al rischio dell’operazione e del singolo richiedente, valutando attentamente le richieste che gli vengono fatte.
A questo scopo si serve di dati statistici che possiede, lo strumento più efficace per man-tenere le insolvenze al di sotto di un determinato livello. Oltre a questi dati viene effettua-ta una valutazione del livello di reddito del richiedente, che contribuisce a determinare la sua affidabilità creditizia. Per ‘affidabilità creditiza’ non si intende una valutazione con implicazioni ‘morali’ in quanto l’Istituto, come già detto, cerca semplicemente di stimare il livello di rischio implicato in ciascuna richiesta sulla base dei rapporti di credito forniti dalle Centrali Rischi. Così facendo viene a conoscenza della ‘storia creditizia’ del richie-dente: se presenta degli insoluti o anche dei ritardi nei rimborsi di precedenti finanzia-menti, probabilmente sarà molto più diffidente nel concedergli prestiti personali.

TIPOLOGIA DI RIMBORSO
Nei prestiti personali il debitore è tenuto a restituire il denaro secondo un tasso d’interesse solitamente fisso e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti. La somma concessa, infatti, viene rateizzata secondo un piano di rimborso pre-determinato dalla durata ben definita.
Cosa può succedere se si mancasse il pagamento di una rata? Le conseguenze possibili sono due: o si rischia un aumento degli interessi (la cosiddetta ‘mora’), o si può rischiare che il proprio nominativo venga inserito nella lista dei debitori poco affidabili (in quanto ritardatari), con la possibilità che venga segnalato alle Centrali Rischi (gli enti di tutela del credito) che si occuperanno di diffondere l’informazione con l’intero sistema bancario e finanziario. Cosa comporterà? La reputazione del debitore (finanziariamente parlando) diminuirà, e sarà più difficile per lui ottenere altri prestiti personali in futuro.
Il debitore può scegliere di estinguere il prestito anticipatamente rispetto al termine con-cordato. Questo gli permetterà di risparmiare denaro perché non dovrà pagare l’intero ammontare dell’interesse ma, comunque, scegliendo questa opzione dovrà pagare una penale che, per legge, non può essere superiore all’1% dell’importo finanziato.

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